L'agricoltura intensiva è tra le principali cause del degrado del suolo.
Insieme all'allevamento intensivo, sono tra i maggiori responsabili del cambiamento climatico e del rilascio di anidride carbonica.
Applicare pratiche sostenibili che permettano di rigenerare il suolo ed aumentare la produttività aziendale, mitigando nel contempo la crisi sia climatica che ecologica.

Misurare l'impatto di ogni pratica agricola, in ultima analisi in termini di assorbimento di CO2e, e certificare i risultati in collaborazione con istituti di ricerca leader e calcolare il nostro bilancio ambientale.

Elaborare un modello di business aziendale che, massimizzando gli obiettivi di CO2 e rigenerazione del suolo, porti ad un ritorno economico dimostrabile e sostenibile, di modo che possa essere replicato anche da altre aziende agricole.

Raggiungere un pubblico più ampio possibile per promuovere l'agricoltura rigenerativa come agente di cambiamento positivo per la comunità globale.
La fertilità del suolo, misurata come sostanza organica, è direttamente legata al livello di carbonio sequestrato dal terreno ed al livello di biodiversità (sia sopra che sotto il terreno). Questi fattori sono tutti dipendenti tra loro. Non deve sorprenderci, in Natura e’ tutto collegato.

Massimizzare il sequestro del carbonio e l'aumento della sostanza organica nel suolo.

Lavorare il terreno il minimo possibile, anche seminando a sodo, riducendo l'alterazione dei biosistemi del suolo e la perdita di carbonio.

Ottimizzare la copertura costante del terreno, attraverso cover crops e pacciamatura.

Eliminare i fertilizzanti chimici, pesticidi ed erbicidi. Ridurre altri input esterni, compresa l'irrigazione.

Proteggere l'ecosistema naturale e aumentarne la biodiversità, favorendo la coesistenza di diverse varietà agricole, sistemi agroforestali, apicoltura, erbe spontanee, ecc.

Promuovere la biodiversità sia sopra che sotto terra, attraverso la coltivazione di microrganismi del suolo endemici.

L’ agroforestazione è un sistema di coltivazione che combina ed integra alberi, arbusti, piante e colture in uno stesso spazio per creare un ecosistema equilibrato, produttivo e sostenibile, simile a quello di un bosco naturale. Da noi alberi da frutto antichi coesistono con specie arbustive principlamente azoto fissatrici, e con specie forestali, come le querce ed i lecci già presenti e spontanei. Le varietà hanno radici protette e terreno fertile tutto l’anno, grazie ad un regime di cover crops.

Oltre 300 alberi da frutto antichi a rischio di erosione genetica (pomacee e drupacee), consociano fecondamente con specie arbustive e cover crops dell'agroforestry. Obiettivi: Conservazione di varietà in estinzione, educazione ad un consumo di frutta genuina senza le convenzioni della perfezione estetica e coltivazione di alberi da frutto più resilienti al cambiamento climatico.

Abbiamo riprodotto un bosco originario di mezzo ettaro, impiantando specie autoctone tipiche dei boschi prima dell'avvento dei boschi cedui, a scopo didattici e sperimentali, oltre che di riforestazione. Per bosco originario o lucus (bosco sacro per i romani) si intende una foresta intatta, le cui funzioni vitali e il cui ecosistema non è stato toccato da attività umane e solitamente ospita il massimo grado di biodiversità.

Alla base del progetto di Carbon Farming, abbiamo condotto con i nostri Partners un’analisi scientifica con metodi molecolari per stabilire la base di riferimento su cui misurare i nostri interventi.
Analizziamo diversi piani colturali, di rotazione e di utilizzo delle cover crops al fine di perseguire gli Obiettivi aziendali. Puntiamo su colture mellifere a supporto del lavoro degli impollinatori e delle api delle nostre arnie.

Incrementiamo la capacità del suolo di trattenere carbonio e sostanza organica attraverso tecniche di coltivazione minimaliste e l'utilizzo di cover crops tutto l'anno. Questa strategia aiuta a migliorare la fertilità naturale, riduce l'uso di input chimici e favorisce un ecosistema agricolo più resiliente. Scegliamo colture mellifere a supporto del lavoro degli impollinatori e delle api delle nostre arnie.

Stiamo valutando la realizzazione di contour lines per ridurre l’erosione del suolo, anche in risposta all’intensificarsi degli eventi alluvionali.
Sfoglia il nostro "Diario di una Carbon Farm" dal 2021.
Il nostro obiettivo è quello di continuare a sperimentare per arrivare a creare un metodo sostenibile e riproducibile che possa essere applicato dalle altre aziende agricole su larga scala. Ogni successo si può replicare, ogni fallimento può insegnarci qualcosa. Sfoglia e scopri le sfide piccole e grandi che abbiamo affrontato nel percorso per diventare una vera Carbon Farm e le risposte che abbiamo sviluppato.

Per misurare, certificare e valorizzare il sequestro di carbonio all’interno della nostra agroforestry, abbiamo scelto di collaborare con Open Forest Protocol (OFP). Una piattaforma scalabile ed utilizzabile anche da progetti di piccola taglia. I dati sono pubblicati in maniera trasparente al sito OFP.




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