31 agosto 1910, Theodore Roosevelt
I 31 ettari della Riserva Martignanello si trovano all’interno del Parco naturale regionale di Bracciano e Martignano, in un areale di particolare valore naturalistico e paesaggistico, classificato Zona di riserva generale ed integrale e Zona a protezione speciale (Conservazione uccelli selvatici). Come azienda privata, abbiamo in mano una grande responsabilità che è quella di preservare un patrimonio comune di rara importanza. Ci siamo uniti al WWF affinché ci aiutino a salvaguardare il patrimonio faunistico e floristico sopra e sotto il suolo, aiutandoci a ricordare che siamo prima di tutto protettori.


Senza gli impollinatori, ecosistemi terrestri, salute umana e sicurezza alimentare sono a rischio; tre colture agricole su quattro scomparirebbero dai nostri piatti. Per invertire questa tendenza è partito ufficialmente LIFE PolliNetwork, il più ambizioso progetto italiano per la conservazione di apoidei, farfalle e sirfidi, i principali impollinatori, cofinanziato dall’Unione Europea. Il progetto interesserà aree adibite a stazioni elettriche e Oasi protette e affiliate al WWF, tra cui noi, creando una vera e propria rete nazionale di habitat favorevoli.

Un percorso in legno rialzato permette una migliore immersione tra le essenze mediterranee e lascia indisturbata fauna e micro fauna. Il sotto della passerella è diventato un importante habitat in ombra durante il caldo estivo.
L'area è stata suddivisa in zone con fioritura di simile tonalità, per studiare il comportamento degli impollinatori a seconda del colore.
Il percorso è adatto anche a persone che necessitano la carrozzina.

Un kilometro e mezzo di arena incontaminata privata, è salvaguardata da un livello di manutenzione minima ed ospita, così come tutto l’areale, una ricchezza faunistica tipica delle riserve quali ad esempio volpi, istrici, testuggini, cinghiali, scoiattoli, faine, nutrie oltre alle numerose specie avicole quali la garzetta, il falco pellegrino, il nibbio bruno, il nibbio reale. Dal 2002 si è registrata una progressiva crescita del numero di individui svernanti di fistione turco Netta rufina.

L’area boschiva, composta principalmente da cerri, roverelle e lecci, è gestita con focus sulla protezione degli alberi monumentali/habitat, sul rispetto della necromassa e sull’incremento della complessità ecosistemica. Il suo avviamento a fustaia favorisce lo sviluppo di habitat idonei al nibbio, ai chirotteri, oltre a tutti gli insetti legati alla degradazione della sostanza organica.
Un piccolo anfiteatro invita i visitatori a rilassare i sensi ed immergersi nei suoni del bosco.

328 alberi da frutto antichi a rischio di erosione genetica (pomacee e drupacee), consociano fecondamente con specie arbustive quali ad esempio il viburno, la ginestra, l’eleagno, il maggiociondolo e con specie forestali, come le querce ed i lecci già presenti e spontanei. Le varietà hanno radici protette e terreno fertile tutto l’anno, grazie ad un regime di cover crops. Leggi di più alla sezione Agricoltura rigenerativa.

In un ristretto ma importante angolo di mezzo ettaro, è stato riprodotto un bosco originario a scopi didattici e sperimentali, oltre che di mera riforestazione, impiantando aceri, alberi di giuda, corbezzoli, biancospini, berrette del prete, cornioli, ginepro ed altre varietà tipiche dell’areale prima dell'intervento dell'uomo. Leggi di più alla sezione Agricoltura rigenerativa.

Un’area scoscesa panoramica è dedicata alle ginestre dei carbonai spontanee, a scopo conservativo e ricreativo.
La ginestra dei carbonai è una pianta che fissa l’azoto, fornisce nettare per le api e altri insetti impollinatori ed è ideale per rivitalizzare il terreno impoverito, in particolare quello vulcanico.

Un anello di circa 4km intorno all’azienda alla scoperta di varietà arboree ed erbacee spontanee utilizzabili per finalità gastronomiche e fitoterapiche, costituiscono anche importanti corridoi verdi dove la fauna può spostarsi in libertà. I muretti a secco lungo tutto il lato nord dell’azienda sono un prezioso habitat per la flora e la piccola fauna locale. Sono stati assemblati dei Bugs hotel fatti di legna, foglie e materiale edile poroso o cavo in disuso.

Abbiamo realizzato dei bioreattori di circa 2 m3 di volume, ispirati alla tecnica ideata dal dott. David C. Johnson, con lo scopo di valorizzare gli scarti organici aziendali per ottenere un compost di alta qualità microbiologica, particolarmente adatto al ripristino della vita nel sottosuolo. Questa tecnica prevede che dopo la fase termofila vengano aggiunti dei lombrichi rossi (Eisenia fetida) per accelerare l’ultima fase di compostaggio ed ottenere un prodotto di qualità superiore.
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